Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 521
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0529
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SOPK.A O R A Z I O . Szi'

raccosciare , con Yincielare , con Vindiar-
si , coIVincuare, coll’illujare , coYYimmia-
re, e tant’altre, confessiamo aver Dante
amplificato i confmi clella medesima fa-
vella ?

La medesima finezza di giudizio, che in
lui era, a disapprovare lo conduceva colo-
ro, che mescolavano cosi per vezzo le pa-
role greche con le latine; e tagliando 1’una
lingua con 1’altra, sembrava loro aver di
molto migliorato lo stile. Ad Orazio non
poteva andare a sangue una tale afsettazio-
ne, che non ha in sè difsicoltà niuna ; che
ti rende simile a que’popoli posti in su’con-
hni, che hanno due lingue, senz’avere,
per dir cosi, un proprio idioma ; che ti
allontana sopra ogni cosa dal naturale, che

non

gistra : utendumcjue plane sermone , ut num-
mo , cui publica forma est .

Quintil. Instit. orat. lib. I. cap. 6,
Usitatis ( verbis ) tutius utimur : nova non
sine cjuodam periculo fingimus . siudendinn
tamen : namcjue , ut Cicero ait, etiam cjiiae
primo dura visa sunt usu molliuntur .

Id. ibicl. lib. I. c. 5.
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