Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 534
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554 fî A G G î O

çale (1); ben sapendo, che allora solamen-
te cesserà la invidia, che niuna gran cosa
avrai in te_, e niuna avventurosa ne faraij
e sapendo altresì, cbe niente ha più forza
di far tacere i detrattori, che non degnar*
li di risposta.

Bensi dail’invidia , come savio chs egli
era, ne cavava un grand’utile: e ciò era
di stare sempre j)iù aweitito sopra sè roe-
desirno , di andar sempre più correg'gendo
e iimando le opere sue, non badando a fa-
tica niuna per ridurie vicine alla perfezio-
ne, e renderle vittoi'iose della critica e del
tempo (2). iNon d'altro modo la intesero

in

(1) . . . . Ad haec ega naribus uti
Formido, et luctantis acuto ne secer un~

gui :

Displicet iste locus. clceiko, et diludia po-
sco .

Ludus enim genuit trepidum cerlamen,
et iram ;

Ira truces inimicitias, et funebr e bellum .

Ep. 20. lib. L

(2) Saepe stilum verlas, iterum cjuae digna

legi sint

Scri-
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