Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 536
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0544
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fiamme, voieva., come disse colui, che f
incendiasse Troja una seconda volta. Non
bastano quanti doni aver possa uno scritto»
re daìla natura ; è necessaria nelle opere
d’ingegno, come in tutte le grandi impre-
se, la longanimità, e la correzione di sè
medesimi: virtù, ch’ebbero in sommo gra«
clo i Romani nell’amministrazione della re*
pubblica , e non cosi generalmente ne’ma-
Pxeggi, clirò cosi, della penna; come quel-
li che di spirito pronto, al dlre del mede-
simo Orazio, e felicemente arditi, si reca-
vano poi a grande onta il cancellare (x),

Egli

(i) Tentavit qucqne s rem si digne vertere
posset,

Et placuit sibi natura sublimis, et acer ;

Nam spirat tragicuni satis, et feliciter au~
det :

Sed turpem putat in scriptis metuitque li~
turam.

Ep„ i. lib. 1L

Nec virtute foret, clarisve potentius ar-
mis ,

Quam lingua, Latium, si non ofsenderet
unum

Qjiemque poëtarum Ihnae labor et mora .

In r,ri poet.
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