Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 78
DOI Seite: 10.11588/diglit.28024#0086
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0 Ρ Ε & Ε

sone che pur erano tenute di giudicare tm
po’meglio del comune degli uomini.

L'uno è di Brantome gentiluomo france-
se di qualche letteratura che fiorx verso
al fme dei secolo decimo sesto, e scrisse
quelle celehri sue memorie. Che gran di-
vario non corre, dic’ egii, tra il signor di
Langeay e il Segretario fiorentino? L’uno
dal suo libro sopra i’arte della guerra si fa
conoscere quel gran capîtano ch’ egli è; Γ
altro si fa scorgere. Gran pazzia, egli se-
guita, convien dire fosse quelia di quest(i) * 3
uorno, il quale, non ne sapendo di guer-
ra, pur ne volle comporre un libro· come
se un professore di filosofia si mettesse a
scrivere sopra la caccia (1). Dunque vois
che sapete che cosa sia il libro del signor

di

(i) Le Livre qii a fait M. de Langeay âé
l’art militaire le fait connoitre autrement ca-
■pitaine, que ne fait Macchiavel, qui est u?t
grand ahus de cet homme, cjui ne sçavoit ce
que c étoit de guerre , et d' en aller saire , eù

cojnposer un livre , tout de même, coimne Si

un phîlosophe alloit écrire un livre de cJias-
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