Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 106
DOI Seite: 10.11588/diglit.28024#0114
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lo6 O P E R E

gezio ; rompevano e fracassavano ogni cosa
a guisa di fulmine (i): tantochè ci sono sta*-
ti novellamente tra noi degli uomini nell‘
arte della guerra fondatissimi, a’ quali in
vece de’nostri rnortaj piaciuto sarebbe ri-
mettere in uso le antiche baliste, creden-
do, che con mezzi assai più. facili ed espe-
diti, per quanto si spetta alla costruzione
al trasporto delFordigno e a simili altre co-
se, conseguito sarebbesi il medesimo terri*
bil fine, che si conseguisce co’mortaj. Ta-
le potrete vedere esser Favviso del cavalier
Folard, che, costruite in picciolo delle mac-

chi-

(i) O/iager autem dirïgit lapides, sed pro
nervorum crassitudine, et magnitudine saxo-
rum pondera jaculatur . Nam cjuanto amplior
suerit, tanto rnajora saxa sulminis more con~
torepiet.

Veget. de re mil. lib. IV. cap, 21.

Balistæ vero et onagri , si a peritis dili~
gentissi/ne temperentur, universa prœceduntf
a cjuibus nec virtus ulla, nec munimina pos ·
sunt desendere bellatores . Nam more juirni-
nis cjuiccjuid percusserint, aut dissolvere aut
inrumpere consueverunt.

Td. ibid. cap. 29.
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