Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 113
DOI Seite: 10.11588/diglit.28024#0121
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Ÿfestirle , e fare d' impadronirsene a ogni
inodo. E in efsetto, siccome da noi viene
occupato talvolta o inchiodato il cannone
del nemico , cosi andavano animosamente
gli antichi a tagliar le funi, e a guastar le
molle delle macchine, da cuï erano tanto
ossesi (i).

E non solo nei fatti d’arme campali, ma
nelle altre fazioni di guerra eziandio sace-
vano gli antichi quelio stesso uso delie lor
macchine, che noi degl’instrumenti da fuo-
co. Con esse formavano batterie per iinpe-
dire cosi discosto i lavori del nemico, o
per difendere i proprj ; e si andavano, per

cosx

pi' TÒ YIoo’hS'iov τόττϋί , όντχί ίπίττίΥ'χί , κaÌ τ-pòs
ίττττκην ÎVtpuà; γράαν .

Polyb. lib. XI. cap. 3.

(O Magnitudine eximia quintœdecimœ le~
gionis balista ingentibus saxis hostilem aciem
proruebat; lateque cladem intulisset, ni duo
milites praeclarum facinus ausi, arreptis e
strage scutis, ignorati vincla, ac libramenta
tormentorum abscidissent.

Tâcit. hist. lib. III.

H

To: Y.
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