Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 141
DOI Seite: 10.11588/diglit.28024#0149
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MlLITAHl. i4l

Del suoco greco solito gittarsi contro le
navi nemiche, o per via di sifoni, o in
pentole; non vi parlerô io? per essere tro-
vato dei bassi teinpi; ma ben sono di ari-
tichissima inyenzione i brulotti. Aveano es-
si un’anima di stoppa di pece e di resina;
e messovi il fuoco a tempo, erano col fa-
vore del vento cacciati infra le arrnate ne-
miche . E' opinione, che inventati fossero
a Tiro per ardere la gran diga fondata da
Alessandro, afsine di escludere dal mare
quella città potentissima. lo trovo fatta men-
zione dei brulotti da Tucidide nella guer-
ra del Peloponeso molto tempo prima delP
assedio di Tiro (i). E uno illustre esempio
degli efsetti loro voi ne troverete ne’ comen-

tcuj

Κΐμβων vmI rùrvi Κ'/ηεφρχζαί aavitn κ«Γ ÙupiS'as
κλ«Γ«? 'Λα'Τχσκίνΰσα;^ iviiïîro μΐν rwv σριστι^άμων
οζνβίλών ràs πορρωτάτω βάλλον^χς y καΐ’ rùs ri~
T'ois xarx τροττον χρνσομίνν;, £π <Γί ro%àras Κ ρϊ)-
ras · r%s <ò'è vccùs ί,νροσχγχγών ìvròs βίλν; καησί~
rρωσκί rès xarà rijv ττόλιν όφιλόηρχ rà ητχρχ
rov λιμίνχ ràyji κατασχίυάζοντχς .

Diod, Sic. lib. XX.

(i) Lib. YII,
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