Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 143
DOI Seite: 10.11588/diglit.28024#0151
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MlLITAïtl. 143

Ben’ è pero vero, che con tutti questi
fuochi e queste macchine, già non se ne
stayano gli antichi ne’fatti d’arme navali a
combattere, e come a cannonarsi da lon-
îano. Siccome nelle zufse campali dopo gli
spari delle macchine, e dopo quel ferreo
turbine di dardi che per l’aria volava, co-
me si esprime Virgilio (1), venivano al me-
nar clelle mani ; cosi pur si avvieinayano
nelle marittime. Riferisce Plutarco, che nel-
la battaglia d’ Azio le grosse navi di Mar-
canionio erano circondate dalle lihurne più
piccole e più leggiere di Àugusto ; e che
quei combattimento avea più ciie d’alcro
sembianza di assalti, che si dessero ad al-
trettante fortezze (2). Ordinariamente face»

yano

(1) .lt toto turhida cœlo

Tempestas telorum, ac ferreus ingruit imher .

AEneid. lib. XII.

(2) H’V Iv 'ΐπζομα.γρa, προσφίριίς o ctyùv · <rò Ss
oiKySirzptv htthv , τπγομαγΐ x · rrpno yxp xput xxl
ησσχρίζ σπρί μιχν τάν Α’ντωνίν σννήγρντο , yzp-
ροΐί κκί' Sópv.tn 7txì ’Λ,οντοις γρωμίνων %xl ττνροβό-
λοη · οί Ss Α'ντωνία χχ'ι χχτχττίκτχΐί χττό ξνλί-
νων orupycov ίβχλλον .

Ιη Antonio.
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