Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 146
DOI Seite: 10.11588/diglit.28024#0154
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facsimile
*46 Ο Ρ Ε Β. Ε

per iiiie, cîie di agevolar- la maniera di ve-
nire alle inani con quelli che difendevano
la fortezza : e gli Spartani tanto studiosi del-
la milizia, come sapete, e signori deîla Gre-
cia, credevano, che le più forti mura del-
la lor città fossero i proprj lor petti.

Ma per finire una volta questa lunga di-
ceria, non pare a voi, che ci sia da scom-
mettere, che se tornassero al mondo quei
valorosi Greci e Rornani, nulla rimutereh-
bono, non ostante i nostri cannoni, dei lo-
ro ordini di combattere? Considerato il si-
stema della guerra come una macchina,
non vi hanno aggiunto i moderni pur una
ruota una carrucola, sopra quelle, di che
costruita e corredata l’aveano gli antichi:
salvo ch’è venuta ne’giorni nostri ad acqui-
stare maggior gagliardia, che non avea ne‘
tempi addietro, una molla di quella mac-
china; e tal molla si è queH’ingegno, per
cui le armi da trarre possono ora ofsende-
re più dalla lungi. La espansione deli’aria,
che si fa dalla polvere di archibuso messa
infìamma, ha forza, nonèdubbio, di cac-
ciare più là una palla di cannone, che non
ayea forza di cacciare un pietrone della ba-

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