Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 158
DOI Seite: 10.11588/diglit.28024#0166
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ί 58

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LETTERA XVIL

Ν ΟΝ vorrei già io; che cotesti sigaorl cre-
dessero, che io tenga i 1 Segretario nelle
cose della guerra per infallibiie. Ben so ?
che l’uomo ha di sua natura l’esser infal-
libile, come Tessere immortale. Per quan-
ti comenti io ci possa aver fatti sopra, io
non lo gtiardo punto con Focchio di un
comentatore : nè lo stesso Segretario si mo*
stra lontano dal credere di potere aver fat"
to un qualche errore. Se non che gli er-
rori j egli dice (i), che altri facesse scri-
vendo in tale materia? possono essere sen-
za danno di alcuno corretti ; dove quelli
che sono satti operando non possono esse^
re se non con ia rovina degrimperj cono^
sciuti »

GIi verrà senza aìcun dubbio imputato
ad errore ciò, che egli prescrive debba far-
si dagli, uomini d’arme nel principio dellà

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(X) Nel proemio a
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