Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 164
DOI Seite: 10.11588/diglit.28024#0172
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1 β-4 Ο Ρ Ε R Ε

bide le conclusioni che se ne ricavano. Ond
è, che la euerra fu oualiiicata, corne la
inedicina, arte conjetturale e raicidiale.

E non pare a voi, che fosse soverchia-
mente stitico chi condonar non volesse al
Segretario un qualche sbaglio ; che possa
aver preso in un’arte così intrigata e dif-
ficile? II gran Turenna fu sorpreso un trat-
to dal nemico; ch’è il più gran sallo che
possa commettere un uomo militare. Egli
era solito dire, che più perfetto capitano
sarà colui, che farà meno errori : e il Sas-
sonia chiama la guerra una scienza coperta
d’ogni intorno di tenebre (1). Massimamen-
ìe poi si dovranno condonare al Segretario
quegli sbagli, che potesse aver preso nella
fortifìcazione. Era quell’arte a’ suoi tempi
quasi forestiera in Italia (2), e ben lontana

da

(1) Réveries ou memoìres dans l’avant-propos,

(2) Voi, jjotete avere inteso, e cjuesti altri se
ne possono ricordare , con quanta deholezza, sz
edificava, innanzi che il re Carlo di Francia
nel mille rjuattrocento novantaquattro passas-
se in Italia ec. e poco appresso : Ora da' Fran-
cçsi sì è imparato a fare il merlo largo e
grosso ec.

Arte della guerra lib. VII.
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