Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 194
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ïg4 Discorsi

guerra, massimamerrte nejla vita clï Castruc-
cio, ne scrisse come Cesare e Seuosoate.
Crederei perô non aver fatto torto con que-
sto picciolo saggio alla nostia lingua, a cui
non mancano tinte per coîorire ogni dise>
gno. Enotate, che molte voci, e modi di
«dire, per esernpio cerne, congregar Îoste,
osteggiare, guerriare , codeare, Jar g iaida-
ne e simili, io gli ho lasciati a belia po«
sta da canto, come troppo antiquati. E il
medesimo ho fatto di peditato, impedimen-
ti, vallo, ossidione, ïustratori, per commis-
sarj clelle mostre, tergidattore, inferir guer-
ra, specuiatori, copie, far dcietto, descrive-
re uomini, instaurar ia miiizia, contraer V
esercito, ed; aitri parecchi, che sanno trop*
po di latino: ed ho voluto in ogni manie-
ra darvi moneta corrente e senza lega. In
somma, il mio caro Salimbeni, piaces.se a
Dio, che noi avessimo armi proprie, corn©
raon ci manca termini proprj per esprime-
re tutto c'ô, che si appartiene ad un’arte,
per la qnale gli antichi Italiani divermero
padroni del mondo.
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