Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 206
DOI Seite: 10.11588/diglit.28024#0214
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âo6 Discorsi

simposj, da che era dato anche a me epü*
lis accumbere divâm. Pareami in certo mo-
do assistere al trionfo della Faina del Pe-
trarca: passavano in mostra dinanzi a que'
due tutti i più iamosi capitarâ: e ben le
so dire, che i meriti loro si pesavano col
bilancino dell’orafo. De’migliori modi di
©rdinarsi e di combattere si fece parola ;
e delìa colonna si ragionô altresi. Conveni-
vano, se ben mi sovviene, che una îale
©rdinanza assai più vale a difendersi, che
ad ofsendere. II solo, ch’ella possa vitto-
riosamente ofsendere, è quando sia da at-
îaccare il nemico neile trincee, come as-
sai volte se ne è veduta la prova. E non
maravigliai perchè stando la forza della co-
lonna nella grossezza e solidità sua, nelF
urto e nel peso ; a guisa di ariete rompe
dove ella dà; e il nemico, aspettandola nel-
le trincee, le dà luogo e tempo da eserci-
tare tutta la sua virtù. Ed entrato che tu
sia con una punta o due delle tue genti
nel campo del nemico, vieni a tagliar Γ
esercito suo in clue o più parti ; P una non
può più soccorrer Paltra, ed egli non puô
riayersio Ma ayendo a fare coi nimico irt

cam-
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