Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 220
DOI Seite: 10.11588/diglit.28024#0228
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Ά2.0 Dxscorsì

la fatica che avea inipreso sopra Polibio noa,
l’avesse impresa piuttosto sopra Giulio Gesa-
re; gli rispose, perchè Polibio gli apriva uii
più largo campo aìle sue rissessioni, e gli
forniva anche materia di ragionare sulle co-
se di mare, del che assai poco ne vien toc·4
eato dall’altro . Ma chi sa , che la ragion
vera non ne fosse, che nella tattica di Gim
lio Cesare non potè mai trovare il Folard,
come confessa egli medesimo, la menoma
ombra di colonne ; dove egli sperava di po-
tervi stiracchiare, come ha fatto, qualche
ordine di battaglia descritto da Polibio. Goj
me sia di questo, a lei era riserbaìo dar·®
ne un tale comentario . Niente a lei fug-
girà di quello ch’è nel testo ; ma niente
aìtro vi vedrà , che quello che veramente
ci è : ed ella seguirà in tutte le marce ©
contramarce, in tutti i suoi voli eolui,
Che nol seguiteria lingua nè penna .

Un bel punto ella tocca nel suo prole*
gomeno , e spero vederlo pienamente trat-
tato nel libro : qual fosse Ia pianta della
guerra, che avea disegnato Giulio Cesare
contro a’Parti. II manifesto della guerra lo
abbiamo in Lucano,

Cum-
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