Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 282
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282 DîSCORSI

messo almeno dieci volte tanto; e o non sa*
ria mai sboccata nella pianura, o nello sboc»
care stata disordinata e rotta, come appun»
to avvenne alla funesta giornata di Krotska.

Vorrebb’ella per avventura degli assedj?
se ne fanno qui dopo conchiuso ii trattato
di Aquisgrana, come prima se ne facevano
in Fiandra ; e pajon diretti da un Bertola,
o da un Vauban « Si prmcipes Grcecice es'
se vultis , castris utendum , non palcestra :
cosx diceva e faceva Epaminonda; cosx pra-
ticô dipoi il suo gran discepolo Filippo , ii
quale, non ostante i fulmini contro a luî
vibrati dalîa eloquenza di Demostene , ii
più grande nemico che si avesse giammaî,
s’impadroni in pochi anni di tutta la Gre»
cia , e già coine capitano generale di éssa
era per traghettare in Âsia al conquisto dei-
la Persia . Ma ruppe nel mezzo un tal dise»
gno la morte , il quale fu poi colorîto dal
sxxo figliuolo Alessandro, che del suo noine
e della sua gloiâa il mondo riempiè.

Ella, signor Conte, che aspira a ixn più
grande principato ancora , che quello non
è della Grecia , ad essere cioè signore di
sè medesimo, ha avvisato, benchè nel fio-

re
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