Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 285
DOI Seite: 10.11588/diglit.28024#0293
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MlLïTAÏlï. 2 85

quanto strana possa parere la cosa . Car-
lo XII. non era già un uomo fatto sulla
comune stampa. Poteva dire in certa ma-
niera col padre Arduino : e che ? mi leve-
rei io ogni mattina due ore innanzi di per
pensare come gli aïtri uomim ? Fu veramen-
te un capriccio, ch’e’si yolle cavare a mo-
do. Moveasi aliora l’esercito svezzese ver-
so la Piussia : e diHlando un bel mattino
non lungi da Dresda, se ne spiccô tutto
a un tratto in compagnia di due de’ suoi
a cavallo , e fu tosto alla città . L’uno di
essi lo pose alla porta come in sentinella_,
con l’altro si condusse al palagio , al cui
ingresso similmente lo pose ; e lasciatogli
in guardia il suo cavallo , sali egli soletto
le scale, se ne fu alle stanze del re Au-
gusto, e lo colse ch’era ancora nel letto .
Ad Augusto convenne alzarsi, cosi alla di-
mestica, e vestirsi in presenza di chi avea-
gli poco tempo innanzi tolto il regno. Stet-
te ii re di Svezia seco lui da tre quarti d’
ora ; non gli levô quasi mai gli occhi d’ad-
dosso; nè il lasciô mai parlare con chicches*
sia, non con paggi con valletti, e molto
meno col ministro , che non prirna intese
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