Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 379
DOI Seite: 10.11588/diglit.28024#0387
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd5/0387
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
M i L j T A ïi i.

re Berlino appena perduta, Nè ristarà qui,
Alla Sassonîa egli ha l’occhio senza dubbio,
ed il euore. Se sia per ricuperarla anch'
essa avanti !a fme della campagna, non so;
so bene che il proverà, e sarà ogni sforzo
per irroccarvisi un’altra îrolta.

Intanto il giovinetto Germanico fulmina
al basso Reno, ha preso Cleves, Ruremon-
da co’viveri ch’avea ivi il nemico, batte
Wesel. Non ci fu mai forse impresa con-
dotta con maggior secreto della sua mar-
cia ; non ne ebbero i nemici odore alcu-
no, se non quando sentirono anche l’odo-
re della sua polvere. Cammina pure anch’
egli a gran passi sulle tracce de’grandi zii,
ed ha bene htta in mente quella massima
del zio materno :

Que le foudre en sècret enfermè dans les airs
Sur ΐennemi surpris tombe avec les éclairs.

Che vi dirô poi deîle nuove dell’Ameri-
ca? I Francesi sono stati accerchiati a Mon-
treal : è stato loro forza por giù le armi
e con esse ogni pensiero delî’altro mondo.
Ed ecco gl’Inglesi signori di tutto , quan-
to egli è quello immenso spazio, che ten-

gono
loading ...