Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 384
DOI Seite: 10.11588/diglit.28024#0392
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■384 Dîscorsï

sa dipoi a lor piacimento. I sussxdj_, che si
pagano a’principi della terra ferma, smun-
ger l’isola alla lunga, per ricca ch’ella sia;
ed esserle a un bisogno inutiii, come mo-
strato aveanlo i sreschi esernpj di Baviera
e di Sassonia, tenute con gli stipendj ami"
che in tempo di pace, e che al maggior
uopo e in tempo di guerra accostate si
erano aJnemici di lei. Non dovere la In-
ghilterra entrare a travagliarsi delle cose
del continente, se non se negli estremi ca-
si, come ne’romani eserciti i triarj entra-
vano neila zusfa, quando si faceva del re-
sto . Esser esso a guisa d’animale amfîbio,
che puô bensi vivere in terra , ma mena
la vita in acqua: e dove lo stato ha la vi-
ta , ivi ha la forza . Alla Inghilterra darla
i traffîci, e le armate da mare con che si
protegge il traffîco . L’America, per cux
rotta avea la guerra con la Fi'ancia, essere
il seminario de’marinai, la terra promessa,
l’Eden della Inghilterra : di là portare pe-
sce tabacco riso indaco alle nazioni forestie-
re: aver ivi di che provvedere a’suox arma»
ineixti navali. Quando fosse stata padrona
del mare, lo sarebbe anche stata della ter-
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