Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 420
DOI Seite: 10.11588/diglit.28024#0428
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to, che alla sicurezza e dignità della Inghiî-
terra meglio si convenisse di prendere: al-
trimenti era un procedere secondo un nuo-
vo sistema di politica sino allora incognito;
era un yoler farla da Ottentoti e da Can-
nibali, non da Europei, e molto meno da
generosi Inglesi. Piispose Pitt, pur troppo
esser chiare le cose, fondatissimo ogni so»
Spetto, come mostrô loro da’documenti che
avea seco recati; stringere il tempo: toccô
di Sagunto; tutto in vano. Tornô a repii-
care il Granville. La maggior parte del con-
siglio col giovinetto re alle deliberazioni
presente (che Giorgio II. pochi mesi prima
era morto) si accostarono al Granvilie; e
Pitt videsi obbligato, per non menar la na-
ve in iscoglio, ad abbandonare quel timo-
ne, che avea sino aliora cosi ben governa-
to, ma che non poteva più a suo talento
governare. Dover egli rispondere alla na-
ziorie dello esito delle cose, che venissero
dalsora innanzi da altri condotte, non li
parve nè conveniente partito, nè sicuro,
In somma, fosse invidia, che talvolta an-
che ne’petti de’più grandi uomini pone ii
nido, g fosse altro, contrariô il Granville
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