Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 5) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-5]

Seite: 445
DOI Seite: 10.11588/diglit.28024#0453
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Militàrë. 445

quanto al rimanente ei non fece novità al-
cuna. Non istaremo qui a esaminare qual
distanza fossero soliti porre i Romani tra
le schiere clell’esercito, ovvero qual fosse
îo spazio, che rimaneva tra gli astati e i
principi, e tra questi e i triarj . Variarono
tali cose in cîifserenti tempi, siccome mo-
stran coloro, che più addentro han pene-
trato tali materie: ed anche variar doveano
a grado dei capitano, secondo le varie con-
dizioni opportunità e circostanze nel guer-
reggiare . Ma ben si puô risoiutamente sos-
tenere, che a Zama quello spazio esser do-
vea assai maggiore dei soli quattro passi
immaginati dal Folard; atteso che in quel-
lo spazio pur dovea far ritirata, secondo Γ
ordine di Scipione , una parte di essi ve-
liti, se sostener non potessero l’urto degli
elefanti, o troppo vivamente venissero in-
calzati dal nemico . E chi non vede, co-
me, posto quello spazio di soli quattro pas-
si e non più, ed entrando i veliti in quel-
îa strettura, e causandovi di necessità con-
fusione, in luogo cli porre in salvo sè me-
desimi, messo avrebbero in pericolo tutto
l’esercito ?

Male
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