Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 20
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0028
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■ella ben sa, facilmente si persuade, e sì
vorrebbe persuadere altrui, che i mari ch’
egli ha corso sono ì più pericolosi, che le
oorti ch’egli ha veduto sono le più brillàn-
ti del mondo ; e non manca di tenere di
ogni cosa un esatto registro.

Io potrei incominciare anch’ io dal nar-
rarle, che il dì ventu.no del passato mese
femmo vela da Gravcsend sulla frcgatina
o galea the augusta, che come ìl fasello
di Catullo potrà dire, quando chesia, fuis~
se navium celerrimus. II vento era est; brut-
to augurio per il nostro viaggio. L’augurio
migliore era il mio mylord Baltimore pa-
drone della nave, anima candidìssima, co-
me ella saj e la compagnia, che vi trovam-
mo a bordo. Era questa formata di un gio-
vane Desaguliers, che suo padre mandava
in mare, perchè apprendesse la pratica del-
la navigazione, e del signor King rivale
del Desaguliers inedesimo, che avea a My-
lord chiesto il passo per Petroburgo, spe-
rando di far quivi un corso di iisica speri-
mentale a quella imperadrice, che non so
quanto avrà fantasia di vederlo . Onde el-
la può ben credere, che non siamo senza
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