Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 27
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0035
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D X R TJ S S I A . 27-

clo , per quanto io ne potei fare stima, ad
essere intersecata dallo azimuth della decli-
nazione della bussola, che cade dairouest
di dieci a dodici gradi. E ciò consuona
con quanto io udii già a Greenwich dai
vecchio loro Eudosso, dall’Hallejo, che co’
poli di cjuel suo terrestre nocciolo va tro~
vando delle relazioni, così clella direzione
della calamita, come della emissione di quel
vapore, che forrna le aurore boreali.

Potrei dirle ancora, che un giorno di
calma fece il signor King con gran destrez-
za la notomia delì’occhio di un castrone r.
il qual castrone fu poi cotto con egual dot-
trina dal nostro Martialò. Ce ne mostrò
la coroide, ch’era verde; e verde parimen*
te aggiunse essere il colore di cotesta tu-
nica in tutti gli animaii che pascono. Sa-
rebbe forse, Mylord, che avesse la natu-
ra formato in simili animali quella tunica
atta solamente a riflettere i raggi verdi,,
perchè i’ erba facesse una maggiore impres»
sione sugli occhi loro, perche ci fosse, co«
me una maniera di attrazione tra essi e
ìa cosa, con che si nutrono e crescono?

o pur
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