Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 40
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0048
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4<3 V I A G G I

vento ingagliardiva, e continuava Ia neb -
bia, che è più pericolosa ne’ raari stretti,
che non è ne’larghi una burrasca. Io dice-
va al vento quello, che Ajace a Giove :

Dissipe ce brouillard, cjiii nous couvre les
yeux,

Ec combat contre nous à la clarte des cieux :

ma il diceva così sotto voce. I marinaj non
vogliono, che si parli gran fatto del ven-
to, del caratnino che si ha a fare ; sono
pieni di certe loro osservazioni, di ubbie;
simili anche in questo a’ giuocatori. Gli uni
e gli altri vorrebbon pur formarsi delle re-
gole nelle cose più soggette al caso ; vor-
rebbono avere dove attaccarsi. Finalraente
si dileguò la nebbia, e noi entrammo nel
golfo a mezza notte. Benchè il cielo non
fosse sereno, Faria era chiarissima ; sicchè
io poteva leggere a maraviglia. Verso il
solstizio estivo il grado di chiarezza è in
questo clima in sulla mezza notte, quale
è in Italia neìla medesima stagione un quar-
to d’ora dopo tramontato il sole. E se qui
non si può dire, come dicono coloro, che
nel mar glaciale vanno alla pesca della ba-

lena ;
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