Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 59
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0067
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diRussia. />g

prenclessi a rnagnifìcargli la marina russa,
egli mi direbbe_, già mi pare di udirlo ,
quello , a che contrastar non potrebbe F
istesso Gordon : che una nazione, che non
ha moltissime navi mercantili, non può nè
meno aver navi da guerra ; e ciò per di-
fetto di mani che le governino » Come rac-
coglier marinaj in u.n paese, i cui vascel-
li, che trafficano si può, a dir così, con-
tarlì suìle clita ; che ha tre soli pacheboti
cli cinquanta uomini l’uno, due che fanno
il tragitto di Cronstat a Lubecca, e l’altro
a Danzica? come mettere un ìmbcirgo a un
beì bisognop Quel principe che ha uomi»
ni, può farne presto dei solclati. LJn zap-
patore, un contadino si avvezza agevohnen-
te a marciare a patir caldo e gelo, alle fa-
tiche e agli ordini della milizia: non così
de’marinaj , che per esser tali, debbono
da pÌGColini in su essere avvezzi a’clisagj
stranissimi,. all’aria di mare , a un altro ele-
inento. E però fu dotto da un acutissimo
ingegno, che la sola cosa, che non può
fare un gran principe, è un’armata cla ma-
re . I Russi aduncjue, che non posseggono
gran paese marittimo, nè hanno o possono

aver
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