Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 63
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0071
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D I Pi U 5 S I A. 63

5ne sa il Pannini le rovine cli un tempio
o del coliseo. Diciotto o venti ne ha an-
cora in istato cli navigare.

Ma di cpal uso le grosse navi in questo
mare così ristretto per sè, e soltanto navi-
gabile nel mezzo per il tratto di poche mi-
glia ? Cotesta pur era la passion dominante
del Czar ; aver navi, averle grossissime,
averle e sahbricarle vicino a sè, dove me-
no conveniva. Stimano i periti, che l’am-
miragliato e l’arsenale sarebbono stati assai
meglio collocati a Revel, che a Petrobur-
go e a Cronstat, dove e’sono. In fatti qui-
vi l’acqua è salata, secondo il Baltico; e
le navi avuto avriano più lunga vita. II
diaccio non vi tiene così lungo tempo, co-
me nel Neva; e il mare aperto avria loro
anche permesso cli uscire di assai miglior’
ora nella buona stagione, e con m.inor pe~
ricolo. E però le armate svezzesi sortivano
sempre in mare di parecchie settimane pri-
ma delìe russej corne gìi Oiandesi nella pe-
sca della balena prevengono i Bussi, asse-
diati da’ diaccioni nel porto cii Arcangel e
nel mar bianco. Ci è ancora cli più, di-
cono i p.eriti ; libero che sia clal cliaccio il

fìu-
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