Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 67
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0075
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd6/0075
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
n i R • u s s i À. (r/

cìie è proprio un piacere. Coine tra solcia-
ti romani era ii nuotare, cosi è il reraare
tra’russi. Ogni fantaccino irnpara egualnren*
te a maneggiare il rerno che il fucile ; e così
senza tanto trasfìco marittimo, senza imbar-
go, è bella e trovata la ciurma per le ga-
lere. Danno fondo ogni notte t, ti sanno uno
sbarco dove meno ti aspetti, tirano le ga^
lere a terra ? le pongono in cerchio cogli
sproni e con le artiglierie voltate verso ter-
ra ; ed ecco un canrpo trincierato a guar-
dia del quale lasciati quattro, o sei batta-
glioni, vanno col restante delle genti a pre-
dare a correr'e il paese. Fatto il colpo, ri-
mettono in inare, e vanno poco stante a
sbarcare in altro luogo. Simili navigli gli
Iranno ancora trasportati da un’acqua all’
altra a traverso una lingua di terra, come
fecero alcuna volta gli antichi dei loro, e
Maometto II. de’suoi all’assedio di Gostari-
tinopoli. Ben lo sanno gliSvezzesi, se sie-
no terribili a’nemici coteste galere russia-
ne . Le hanno vedute devastar ie per loro
ricchissime miniere di Norkoping, la costa
tutta della Gotlandia e della Sudermaniaj
le hanno yedute sino in faccia aStokolin-,
E 2, B.ac-
loading ...