Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 133
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0141
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D I R U S S I À. l35

Ne montano oi’ l’uno or l’aitro ? fanno a
un bisogno venticinque leghe per giorno.
Se un cavallo è rifinito} o lo ammazzano, e
ne regalan sè e i compagni, o lo lasciano
ire pel deserto, dove lo trovan poi belìo
e rifatto . Non portano con sè » che il pù-*
ro necessario; che, a gente avvezza a nu-
trirsi di carné di cavallo e di latte di giu-
menta, è quasi niente. Del freddo sono
pazienti a segno, che le notti più rigide,
per non iscoprirsi a’ nemici, non accendon
fuoco. II manteìlo, steso sopra alcuni ba-
stoneèlli iitti in terra, è loro in luogo dt
tenda; e buon capezzale la sella del cavab
lo. Neirinverno i cavalìi pascolan l’erba,
che trovano sotto la neve ; e la neve è ii
lor beveraggio. II grosso dell’esercito fa al~
to verso la frontiera del nemico; se ne spic-
cano varj distaccamenti, che dentro a cer-
to dì hanno ordine di raggiungerlo ; e lo
raggiungon d’ordinario ricchi di preda, co-
me fecero in quest’ anno.

Appena incominciata con tali successi ìa
guerra, che ci furono maneggi di pace >
Due ne erano i principali mediatori, i Per-
siani, e i Tedeschi. Avea promesso Kouìb

I 3

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