Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 134
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0142
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ib/f V i a g g r

can di non ferraare accordo con la Turcliia>
che inclusa non venisse anche la Russiav
Ma su tal punto o non fu di buóna fede>
o fu freddo. E di fatti avendo egli, anco-
ra nuovo nel regno, i ribeìli di Gandahar
sulle braccia, favoriti dal Mogol, contro al
quale intendeva di marciare ; non gli do-
vea dispiacere, che i Turchi fossero alle
mani co'Russi in Europa, mentre egli cor-
resse la più ricca parte dfell’ Asia. Ài Te-
deschi dall’altra banda, volendo essi ripa-
rare alie perdite sofserte nella passata guer-
ra con la Trancia, non doveva dispiacere
di assalire i Turchi già stracchi dalla guer-
ra di Persia, ed ora da’Russi loro aìleati
cotanto impediti: e nel rnentre che propo-
nevano pace in Costantinopoli, caldamente
preparavano la guerra in Ungheria.

Yarj erano i pareri nel gabinetto di Pe«
troburgo sul partito da prendersi.

II conte di Osterman, vecchio ministro,
la cui riputazione era fatta, amante della
pace tanto necessaria all’ imperio, non h-
dandosi troppo delle unioni delle leghe ,
era d’ avviso, che si dovessero bensì puni-
re i Tartari, ma non romperla del tutto

co’ Tur-
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