Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 144
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0152
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Arabat, intese essere accorso a quella par-
te un grosso di Tartari, che ne difende-
ya l’ingresso. Che fare in una strettura
tra due raari, doye una picciola banda
potea tenere in collo tutto uno esercito,
dove non ci era luogo a distender le sue
genti, e attaccare il nemico con isperanza
di vincerlo ? Fece scandagliare la laguna ;
e trovato , che ci era poco fondo , e che
per picciolo spazio solamente avrebbe a’ca-
valli convenuto nuotare, comandò , che
con le botti, co’pezzi di cavalli di Fxàsia,
e con altro che ci avea ìxell’esercito, si
facesse alla meglio un ponte o zatta dalla
lingna di terra al lido della penisola ; e
scavò ad un tempo dalla laguna al mare
una fossa, con che protegger la retroguar-
dia e ìe bagaglie . Così ixon avendo il ne-
mico in testa, nè chi io tribolasse alla co~
da , potè a suo grand’ agio in più yolte
tragittar l’esercito . Si conducevano per la
bi'iglia i cavalli, che guazzavano o nuota-
van nell’acqua, a’quali non avrebbe retto
il ponte. Saputosi da’Tartari, ch’egli avea
messo piede nella Crirnea , abbandonax'ono
Ai'abat e Precop ; ed egli preso il cammi-

no
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