Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 190
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0198
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stargli, come bastò a Cesare dopo tragittà-
to il Reno l’aver messo paura a’Tedeschi;
che già non avvisò egli d’andargli ad aiz-
zare ne’ridotti delle lor selve. Nadir all’
incontro fatto animoso da’ primi successi
inarciò innanzi, occupò un forte passo, si
fìccò addentro tra i dirupi e le gole del
Dagistan. Nèmoltoandò, che da que’mon»
tanari conoscitori dei siti fu da ogni parte
accerchiato, ed assalito il conquistatore deì-
le Indie; e non ad altro potè riuscire la
scienza militare del rivale di Sesostri e di
Alessandro , che ad uscir loro dalle bran-
che, e ad accostarsi aDerbent, donde trar
vettovaglie per Tesercito, che grandemen-
te ne penuriava. Conobbe egli allora la co-
modità del mare per il facile trasporto di
ogni cosa che sia. Dichiarò Derbent porto
franco ; invitò i Russi a portarvi farine e
grani. I quali allettati dal guadagno, ben-
chè Timperio ingelosito della vicinanza di
un tanto esercito proibisse sotto gravissime
pene qualunque estrazione dal paese, rife-
cero T esercito persiano ridotto agii ultimi
partiti, e salvarono ilNadir. Approdata a
quel tempo al Ghilan la nave dell’Elton

fu.
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