Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 202
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0210
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303 "V X A G G I

ta Caspia, che tocca le montagne deì Da.
gistan, fondata, dicesi, da Alesandro, per
la cui presa già trionfò il Czar, e da Na-
dir fatta porto franco, non è, che stado
malefida carinis. II restante della spiaggia
da Derbent a Astracan, basso la più parte
e paludoso, e coperto la metà dell’ anno
da un’aria folta e nebbiosa.

Si stende questo mare dai quarantasette
ai trentasette gradi di altezza di polo, ed
ha qualche miglia più, o meno Ia lunghez-
za del nostro golfo. Di larghezza ha dugen-
to miglia circa; e poco più di cento a Ba-
ku , doye più che in altro luogo si ri-
stringe .

Servono ai naviganti di gran segnali le
montagne altissime, che da ponente lo si-
gnoreggiano, e da mezzodì. Torreggia tra
queste il Demoan emula dell’Ararat, su cui
vogliono iPersiani, che si sermasse l’arca.
L’istesso Ararat, quanclo l’aria è ben pur-
gata e chiara, si vecle dal Caspio. E non
lungi da Baku sorge una montagna, che
per iì gran talco, cli cheabbonda, ha sein-
bianza di un monte di diamanti, quando
è percossa dal sole.

Ma
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