Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 226
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0234
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd6/0234
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
2,z6 Congiiesso

vita i più miseri , ed ha sempre seco un
vasello con entro una saporita manna,
cibo per tutti i palati, e panacea di ogni
male . Chiamò i’Ardire, qual più non si
sa , se petulante o grazioso , che piace al-
le belle donne , quando più mostra di of-
fenderle , che non perde mai d’ occhio la
occasione; e teneva pur allora in mano un
po’ del ciuffetto svelto di fronte alla For-
tuna . Non osa contaminare le beate sedi
d’Amore ìa Gelosia, trista deità, che si
nutre solo di sospetti, e avvelena ogni pia-
cere, degna d’increscere senza hne a sè
stessa in compagnia della Invidia nel lagri-
moso Cocito . La Gelosia adunque , ben-
chè tra’ miseri mortali seguace d’ Arnore
non chiamò egli in Citera : Nè di chia-
marvi ia Yoluttà gli fu mestieri, sua indi-
visibile compagna . Tumidette ha le rosee
labbra, e i denti bianchi, come l’avorio
il più schietto ; picciola fronte , bruni gli
occhi, e bruni ha i capelli, che lievemen-
te odorati, parte le cadevano sidla manca
spalla , e parte gli aveva dietro raccolti in
un bel nodo ; linda senz’arte, sottile era
jl suo vestimento , che lasciava alquanto

ve-
loading ...