Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 231
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0239
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»1 ClTEPiA. 2i3i

'aÌtrì scarsi di pàrtito proposero 7 non sen;-
za osfensione del Dio , che mandar si do-
vesse alhoracolo di Amatunta , o di Gni*
do . Tennero per lungo tempo tra loro va*
rj discorsi, che di quando in quando ve-
nivano interrotti dal riso intempestivo dei
Giuochi, da alcuna canzonetta , che FAr-
dire si gorgogìiava in gola, dalFimpazien-
za stessa di Amore , e dal parlare , che il
più delle volte facevano tutti a un tempo
medesimo »

In fìne prevalse il parere della Voluttà,
che , senza intimainente conoscere il ma-
le , diceva non potersi pensare al rimedio:
doversi perciò ivi appunto in Citera con-
Vocare un Congresso di varie nazioni , do*
ve la materia, ch’erà giusta cagione al Dio
di tanti pensieri, sarebbe stata pesatamen*
'ìe disaminata e discussa : bastare per al-
tro , che fossero sentite le ragioni di quel-
le nazioni d’Europa, che sono capi prinì
cipali nella contesa , i cui modi nelle co-
se attinenti ad Àmore sono più discordan-
ti , e che sono alle altre nazioni di esem-
pio ; e doversi per un tal Congresso prefe-
yire ie donne agli uornini, perchò non è

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