Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 242
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0250
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CO NGRESSO

ristringe a consulta con quello ; e noi ta-
cite e sole siam ridotte a dov'er giocare al
Wisk, e a starcene buona parte della not-
te l’una in faccia cìell’altra intorno a un
tavoliere. Struggonsi da un canto le don-
ne in occuki desidierj, si dibattono dall’al-
tro gli uomini su’pubblici afsari ; e se da
noi si cerca cli allettare un cuose, si ru-
anina da essi, coine trar di sella un raini-
stro. Ricadono in ogni istante in acrì liti-
gj sulVauinento del traffico, sulla signoria
del inare, suU’equilibrio cIiEuropa. E nem-
sneno all’apparire di milady Cè... e ... try
si viene a calmare la parlamentaria tempe-
sta. Non dissimile è Ia condizion nostra
nei pranzi, ove a noi tocca farla da scal-
co, intanto che essi insieme col cibo i'i-
jnastican tuttayia quella indigesta loro po-
litica .

E' noto a chiunque abbia delle cose no-
stre anche una lieve tintura, come il più
rincrescevol vento, che turbi la nostr’aria,
èlevante. Peresso, novembre singolarmen-
te è infame : gonfia gl’ipocondrj, annebbia
la mente, e snlie sue aìi ne reca il più
intollerabil de’mali, lanoja. Yedresti 1 In-

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