Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 251
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0259
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BI'ClTEHA. 2 5 J.

sì acconcio luogo e sì opportuno a’tuoi jdìù
cari trionfi.

Noi pure, o Nume, sbanclimmo dalle
amorose pratiche, quanto ci avea dCmpor-
tuno e di. stucchevole, come già le forma-
lità sbandimmo e le cirimonie dalle genti-
li compagnie. Coteste noje del vivere so-
no da noi lasciate a’popoli stranieri, o a
que’nostri uornini di provincia, che leggo-
no ancora la Cassandra e l’Astrea: e beu
si può dire, che si vive soltanto a Parigi ,
e fuor di Parigi altro non si fa, che ve-
getare. ^

Leggiadra, vista che davano veramente
di sè quelle felici coppie di amanti di un
tempo fa, i quali ne’ loro colloquj usciva-
no sempre in lunghe dicerie, che non avean
più fine ! Erano mercè la tenera lor dilica-
tezza, in continue liti ; non istavano che
su’puntigli, su’rammarichi, sulle gelosie :
cose da tempi gotici, quando, come è fa-
ma, ci era ii suo parlamento anche per
gl’innamorati, e le sue corti di giustizia.
Sono rancidumi della metafìsica amorosa le
catene le prigioni le morti metaforiche de-
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