Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 253
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0261
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D I ClTERA. 2,55

gliano insieme, punte da quel non so che,
che opera di cosi grandi effetti, e che noa
si può spiegar con parole .

Qual donna più tenace delle autiche usan-
ze, e più schiva , non cangerebbe avviso
alla terza volta che ella si trovasse in Pa-
rigi con un uomo alla moda? Egli è favo-
rito di Marte, non meno che di Yenere.
Martino, e Schefssing lo arricchirono a ga-
rade’lor doni; le Grazie, e Marcel lo eru»
dirono nei movimenti della persona; Cre-
bilion, e le Muse negli atteggiamenti del-
lo spirito : inventore di nuove fogge e di
nuove parole, frizzante ne’motti, odorato-
re fmissimo de’ridicoli altrui, egli è arbi-
tro della giocondità, delizia dellecene. Lo
dì tu, o Nume, quanto vagliano contro a
un tale uomo proponimenti e rissessioni ;
se tu, che sei Amore, d’amor t’intendi.

Senza che, gli effetti della nostra con-
descendenza hanno da essere un premio che
noi rendiamo al merito ; non un tributo pa-
gato alla persecuzione.

E buon per noi, di sospendere il meno
che sia possibde una coudescendenza , che
ne guida alla feiicità! Tu ben conosci, o

Nu-
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