Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 262
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0270
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fc&a C ONGRÉSSÓ

E però non vedono cotesti novatori, ch&
di riformare presumono le leggi amorose»
non vedono, dissi, che chi sbandir vuoie
dalle pratiche d’amore le pene e i sospiri»
viene necessariamente a sbandirne i diletti
e le gioje. Sebbexre dolci sono le pene d’
amore, dolei i sospiri, dolci le lagrime»
chi risguardi massinramente al fine, che in
amando s’intende di conseguire. Bexxe il
sanno coloro , all’intelletto de’quali, o Nu-
me, tu hai largito le penne, oixde alto le-
varsi a quei diletti, che sernpre piacciono
e pascono, e non sazian mai. Nella ìxatia
nostra stella, doxxde discesero le axxime ìxo-
stre, e sorse nel lerzo cielo, ebbe la sua
oi'igine prixniera quel fuoco, che in chia-
rissima vaxnpa riluce e sfolgoreggia, qualo-
ra a quelle medesinxe anime avvenga d’ixx-
contrarsi quaggiù, che già si vagheggiaroxxo
lassuso, inrxanzi che rivestite fossero e car-
che della terrena salma. Così noxx altro da
noiinamando si cerca, che riunirsi con la
cosa ainata,' e torixare al primiero nostro
stato di felicità. Bimanda tuttavia sun’ani-
ma all’altra i raggi della medesiina stella,
di cui sono accese ambedue : e coloro, a

cui
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