Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 269
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0277
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd6/0277
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
DI C I T £ R. A * z6q

di esser fìgliuoli dì quella patria , dove £e~
cero nido i migliori studj , donde apprese
il mondo ad ingentilire , che un ternpo
distese per tutto la mano trionfale, e die-
de alle nazioni leggi costumi arti e favella.

Deh ! avvalora , che il puoi, dolce Si-
gnor mio , la virtù de’veri tuoi seguaci ;
sicchè yenga lor fatto di richiamare in Ita-
lia gl’ italiani costumi, di ridurre il tuo
culto yerso i principj suoi, di rimettere in
seggio gli antichi maestri , e sopra tutti
quel Platone, che per la tanta sua sapien-
za meritò il titolo di divino , e coì quale
fu detto a ragione esser meglio errare ,
che bene apporsi con tutti gli altri . Sarà
allora , o Nume , conosciuta da ogni gen-
te la natura del purissimo tuo fuoco , che
acceso nella natxa nostra stella, si tiene
avvivato in terra da casti sospiri, e tempe-
rato da dolci lagrime ; che non si nutre
di grossolana esca , corne il fuoco degl’In-
glesi, nè , corae quello de’ Francesi, a-d
ogni picciol vento si spegne . E non per.
altra cagione si rimangono quelle valorose
nazioni involte tuttavia nell’errore, se ìxon
perchè trawiate dalle false ixomagini del

yero ,
loading ...