Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 277
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0285
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D I C I T E n A . ± *j j-

pìàcesae o a Minerva, là dove insegnò, iì
vestimento clelle belle e dignitose della per-
sona epico dover essere nobile modesto,
e lontano sovra ogni cosa dal moderno or-
peìlo. Alle leggiadre donne e graziose sia
lecito esprimere nella sottana,. dic’ egli, i
voli dell’oda, la lindura del madrigale, &
di altri simili poemi minoriv a quelle, ch©
banno solo del piccante, non è da conce-
dersi nell’ andrienn e sublimità maggiore, che
quella sia dello epigramma, il quale va tut-
to restringendosi nell’acutezza deìla chiusar
della più semplice prosa ha da esser l’abi-
to delle brutte; e l’elegia e i Tristi il sor-
niranno alle vecchie. Così poeticamente vol-
le colui vestir le donne. Assai meno ricer-
cati nello stile dell’abbigliatura vogliono es-
sere gli uomini. Una certa sprezzatura lo-
ro assai meglio si conviene. Non ò Marte
soldato ? Adone non fu cacciatore? Assai
più, che la persona hanno essi da coltivar
lo ingegno. Dicono, che mirabili cose ha
operato in amore l’arte di ApoIIo , Comun-
qsue sia, se vuoi che i tuoi versi trovino
grazia dinanzi agli occhi di bella donna,
non andar dietro alle amorose maninconie

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