Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 282
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0290
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facsimile
s8a Congresso

riscaldarsi al fuoco di quegli artifìziati fos-
fori, i quali scintillano bensì, ma non ar-
don mai.

II tempo più propizio all’amore suol es-
sere allora, che le vaghe giovani si trova-
no in festa edinriso. L’aliegriafa del cuo-
re, quello che della terra fa la primavera.
Fileno si fece a parlar d’amore a Lesbia
un giorno, ch’ella avea veduto in dosso ad
Asterie un damaschino di nuova foggia: or
pensa, s’ei colse il buon punto. Sebbene
non è regola tanto universale, che non pa-
tisca eccezione. Fu tal donna inEfeso, che
porse orecchi a un soldato sulla tomba del
marito : Fillide gli porse ad Arceo il gior-
no, ch’era morto il suo cagnolino.

Quale più convenevol luogo, per aprire
il cuor tuo, quanto quello delle veglie e
delle danze? Ivi sotto il dominò e ìa baut-
ta, ognuno prende baldanza di dir quelle
cose, che forse ha portate gran tempo as-
cose nel cuore. Gode Amore delle menti-
te sembianze; egli, che tante volte le fe-
ce mentire all’istesso Giove, e tante forme
sa prendere per celarsi agli occhi delle per

sone .

Cor-
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