Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 300
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0308
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$03 GlUDICìtì

o niente ragguaidevoie essere dinanzi agii
occhi suoi ia maestà dei vero, ed essere
cla lui assai agevoimente sacriflcataquan-
do gliene veiiga iì capriccio, a una piace-
yolezzà, ad un motto: nonvolersi, ripeten»
•do tutte le accuse, che gli erano date, abu-
sare delia pazieuza del Dio, come avea fat-
Xo lo storico medesimo, il quaìe con nuo-
vo esempio pone a sedere e ad udire, du-
rante lo spazio di tre ore, un dio aìato ;
dover bastare che si leggessero tre lettere,
che le tre dame piene di un giusto disde-
gno per queiio, che nel Congresso si fa di
loro, gli ayevano scritte, e di cui egli pre-
sentava ad Amore gli autograii, acciocchè
deposti sossero nell’archivio di Citera insie-
me cogli originali delle orazioni delle da-
me: per quanto poi si apparteneva a quel-
lo, che contro ogni verità fa dire lo stori-
co ad Amore nello stesso Congresso, norjt
esser cosa da mortali il darne giudicio,
e doversi lasciare del tutto allo stesso
Àinore.

Seguì adunque la lezione delle lettere:
le quali avendo noi potuto avere per sin-
golar ventura, crediamo di far cosa grata

a’iet-
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