Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 309
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0317
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facsimile
D I A M O R E.

Vostro ; egualmente che giustO timore deh
la vendetta, e quel Dio che fe tante voi-
te cadere i fulmini di mano allo stesso
Giove ,

E incontro ci cui fuggir giammai non male ,
Che noi sidm zoppi, ed egli a’piedi ha Vale.

Finito cli’ebbe Erotico di leggere le tre
lettere , disse Amore , non giugnerli pun-
to nuovo , che di molte e non picciole
tasse date venissero allo storico del Con-
gresso di Citera ; avere udito lui medesi-
mo farsene ii processo in varj circoli : al-
cuni aver detto, essere stato dallo storico
con pessimo consiglio ristretto in un libiùc-
ciuolo uno argomento, che potea dar ma-
teria a un bel volume in quarto , il qual
volume in quarto meglio avrebbe risposto
alla dignità dell’argomento medesimo , e di
amore : altri, essere quel libricciuolo spar-
so di metafore nuove, di allusioni, a quel
che pretendeasi, a luoghi di autori fore-
stieri, il che generava grandissima oscuri-
tà : altri aver sostenuto , il porre sotto gli
occhi i costumi varj delle nazioni, e il
farle parlare secondo l’indole loro ed il ge*

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