Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 314
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0322
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd6/0322
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
2u4 Gttrsicio

ra con chi si sia, che a qualunque si vo-
glia stanza del Petrarca, a quella istessamen-
te citata neìla sua lettera da Madonna Bea-
trice, hanno da cedere il catnpo tutti i più
graziosi componimenti di Bernard, tutte le
canzonette del Metastasio. Dovere in oltre
dichiarare, che da ora innanzi egli avreb-
be fermamente tenuto, come la material
persona non viene considerata per niente
negli affari amorosi dalle belle platoniche;
qualunque esser possano le apparenze in con-
trario: che, se elle preferiscono talvoJta gli
occìii di un giovanetto agli occJti di un vec-
cìiio, ciò avviene, perchè qnélli più viva-
mente riflettono i raggi della natia stella;
la bocca medesima.mente di un giovine può
più leggiadramente ripetere, e con maggior
energia alcun bel luogo del Petrarca o di
Dante; e così del resto : che, se alcuna vol-
ta elle pajono venire a conseguenze contra-
rie a’principj dei loro sistema intellettuale;
non essere cosa da profani il pronunziare
intorno a così alte e involute materie, e
doversene rimettere il giudicio a un colle-
gio platonico composto delle più ragguarde-

voii
loading ...