Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 321
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0329
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facsimile
Stefano Pallavicini. %2,'É
ottenere dal re Augusto II. il grado di se-
gretario e di poeta, fu certamente la me-
moria de' m'eriti suoi proprj, e di quelli
del padre .

Fermata sùa abitazione in Dresda, egli
si diede più che mai allo studio delle bel-
le lettere ; e migliorò d’ assai lo stile, chP
era stato lungo tempo quasi in bilico tra
i yizj del secolo in cui era nato, e le vir-
tù de’buoni autori, cli’erano già risaliti in
pregio in Italia, mercè principalménte del
Gravina, che nelle l'ettere umane fu un al-
tro Galilei. Di quella tintura del seicento,
di che tengono le prime sue opere, eglì
si venne tergendo a’fonti del secolo deci-
Bio quarto, e a quelli de’Latini: e a poco
a poco riuscì a quella purità cli stile, che
appare negli ultimi suoi scritti, e singolar-
mente nel volgarizzamento delle ode cli Qra-
eìo , che è senza fallo la miglior sua ope-
ra, e cjuella per cui meritò luogo e coro-
na sul nostro Parnaso .

L’occasione ch’egli ebbe di por mano a
tal’opera è questa. II inaresciallo conte di.
“Wakerbart aveva aperto nel suo palagio un’
accademia detta de Frigj, eomposta di quan-
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