Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 322
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0330
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ti allora ci avea in Dresda ed in Lipsia uo»
mini letterati e gentili. Fu preso, che all’
aprimento dell’accademia si avesse a produr
volgarizzata l’oda terza del secondo libro
di Orazio (1); come cosa accomodatissima
ad un’ adunanza, il cui intendiinento era
di spiegar la fronte alla lilosolia con un’one-
sta giocondità. Chi tradusse quell’ oda in
versi francesi, chi in tedeschi . II Pallavi-
cini, ch’era uno degli accademici, la voL
tò in versi italiani; e sapplauso che ne ri«
portò grandissimo gli fece cadere in animo
di rendere nella nostra lingua le ode tut-
te di queì poeta : il che forse non avreb-
he mai messo ad essetto, senza un sinistro
occorsogli lungo tempo dipoi; e ciò fu chd
egli nello scendere una scaìa cadde, e rup-
pesi una gamba. Sicchè l’ozio, ch’egli eb-
be durante una lunghissima cura, fu da lui
speso intorno a questo lavoro, e consecra-
to alle Muse .

Non occorre qui ripetere, quanto sia du-
ra impresa il tradurre, e nxassimamente i

poe-

(ì) AEquam memento rebus in arduis
Servare mentern ete.
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