Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 323
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Stefano Pallavicini.
poeti, d’una in altra lingua. E non senzst
iragione le migliori versioni furono parago-
nate col rame rispetto al quadro, o col ro-
vescio delsarazzo. Ma tra tutti i poeti il
più malagevole a tradurre è forse Orazio;
poeta studiatissimo e felicissimo insieme,
che in ciascuna oda, si può dire, cangia
stile e si conforma col soggetto, e tutti quei
difserenti stili gli sa acuire di certa sua au-
dacià e vibratezza di dire, che non gene-
ra mai sazietà, ed è quasi un cordiale del-
1 o spirito „

In fronte della traduzìone, che è intito-
lata il Canzoniere di Orazio, il Pallavicini
pose quel Iuogo di Cicerone: nec converti
ut interpres, sed sententiis iisdem, et earum
sormis tanquam figuris, verbis ad nostram■
consuetudinem aptis (1); credo per farsi scu-
do contra le dicerie de’grammatici, naziom
di uomini, con cui si vuol combattere
non tanto con ia ragione, quanto coll’au-
torità.

JMeimetri ancora e nelle forme dei com-
ponimenti egli si studiò di esprimere per

quanto

(i) De opt. gen. orat.

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