Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 324
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0332
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quanto gli fu possibile l’originale: onde al-
cune ode di Orazio le ha voltate in verso
sciolto , altre col metro delie canzoni , e
certe altre le ha ristrette nel giro e ne’ter-
mini del sonetto . In sostanza egli ha pre-
so quella forma di composizione o di me-
tro , che più si confà colì’argomento, e che
a un tempo inedesimo può dare altrui un
tal qual sapore de’ numeri latini, e della
musica oraziana .

Ciascuno sa in qual modo sia stata dal
pubblico accolta questa versione (1), per
cui Orazio non ebbe tra noi di portare in-
vidia a Lucrezio nè a Yirgilio. Ma quello
che riuscì a onor grandissimo del Pallavi-
cini si fu, che il regnante re di Polonia,
nato a special favore delle arti buone, se
ne compiacque a segno, che volle egli im-
prendesse a voltare anche il rimanente di
Orazio nel nostro volgare : ed egli si pose
con auspicj maggiori in mar maggiore e più
pericoloso, di quello che aveva già corso.
Di fatto la poesia delle satire e deile pisto»

le

(t) La prima edizione ne hi fatta in Lipsia
l’anno 1736.
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