Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 330
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35o V I T A ri i

artiglierie iRomaai, e intródusséro cavalie-
ri di Malta e Svizzeri a cena col Signore.
Nè a lui médesimo era nascosto, ch’ egli
peccava contro il costume. Ma egli avereb-
be voluto con Ia sua versione gradire all’
univérsale; e però aveva inimaginato di con~
formare in certa mauiei'a Orazio a’costumi
moderni: e certo che, traducendo stretta-
inente que’suoi sermoni, poco avrebbe pia-
ciuto in voigare la critica per esempio che
vi si fa dello stile di Lucilio o d’altro poe-
ta latino. Ma da altra parte doveva piace-
re ancor meno di vedere Orazio mezzo ve-

sti-

In somma d'ogni cosa per minuto
II tuo Fiacco informar non ti dispiaccia „

Ond’ io ritorni qua con una saccia
Da padre abate lucido e pasfuto.

Ut lippum pictae tabulae . Ep. II. lib. I.

Gii è come a1 cieco un quadro di Tiziano ec.
Simile è da dirsi delle aggiunte al testo, co-
me quella nella sat. X del. lib. I.

Tale un giorno avverrà che dels etrusca
Lingua pompa si faccia in Lombardia,

3E. che si stacci a Bergamo la Crusca. ec.
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