Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 6) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-6]

Seite: 342
DOI Seite: 10.11588/diglit.28025#0350
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S42 Nereidoi,og!A,

4o, che cruccio non senta grandissimo all*'
udire le aspre guerre, a che mena il furor
letterato; quando vengono a contesa, se nel
testo di un autore si abbia. a leggere aut
ovvero ut, se la c ovvero la ch sia sostan-
ziale alla propria natura di una parola? Chi
non si muove a compassione o a riso al
vedere gli uni raccogliere e commentare
edizionì antiche di libri divenuti rari, per-
chè nulla contengono di utile o di buono
alla civil società ; o al vedere gli altri ac-.
cumular documenti per iscriver la vita di
tali, che nulla in loro vita operarono, che
degno fosse di essere scritto? Non è egli
questo un ricamar cencj, coine si suol di-
re per proverbio, o un condir sorbe? AI-
cuni con grandissimo studio e apparato di
dottrina vanno a caccia di farsaile e di mo-
sche; altri, per arricchire di qualche sec-
ca fogija i loro musei, si commettono er-
bolando a rnille pericoli : mentre questi,
cercando un hlamento o una tunica nel cor-
po uma.no, l’uso delìa quale non si arrive-
rà a saper mai, perdono ia vista ne'micro-
scopj ; e quelli ia perdono ne’ canocchiali
per iscoprire in cielo una nuoya nebulosa -

La-
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