Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 11
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E> I V E R S I.

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e parte divisa; e la educazione, che tra
noi si dà comiinemente a’fanciulli, tende
a rendergli uomini vili e da poco.

Gli epigraministi in poesia sono come i
fioristi in pittura .

Ne'tempi della maggior barbarie furono
trovate le più utili invenzioni ; ognuno il
sa: e ognuno può sapere ancora, come ne’
principi i meno forniti di dotirina sortiro-
no le scienze il più di protezione. Cosimo
de’Medici, che già non componeva versi
come il suo figliuolo Lorenzo, ha fatto- ri-
viver le lettere in Italia ; e le ha stabilite
in Francia Luigi XIV., che già non fu al-
levato in grembo alle muse come il gran
Dolfi.no : ed egli arde tuttavia una gran di-
sputa tra gli eruditi, se il restitutore del-
le arti delle scienze e dell’imperio di oc-
cidente Carlo Magno sapesse pure scrivere
il suo noine .

In Inghilterra la traduzione della Bibbia
è testo di lingua ; da noi è testo di lingua
il Decamerone del Boccaccio .

Uno non può essere abbastanza in guar-
dia contro a’paradossi, de’quali e cosi va-
ga questa nostra età. Da iilosoii di grandis-

simo
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